Carmignano, la nostra storia

LA ZONA DI CARMIGNANO – PRATO

vista di carmignanoA Carmignano si produceva vino fin dall’epoca etrusca e romana, come testimoniano il ritrovamento di vasi di vino all’interno di alcune tombe etrusche e l’assegnazione da parte di Cesare ai suoi veterani, tra il 50 e il 60 a.C., di alcune terre tra l’Arno e l’Ombrone, coltivate fin da allora a vite.

Nell’archivio di stato di Firenze è stata inoltre rinvenuta una pergamena datata 804 d.C.: si tratta di un contratto di affitto che documenta come già 1200 anni fa a Carmignano venissero coltivati olivi e viti.

Alla fine del 1300 il Datini comprava a caro prezzo il Carmignano per la sua cantina in Prato e nel 1600 lo decanta il Redi come vino degno di Giove.

Inoltre Carmignano può essere orgogliosa di essere stata scelta dal Granduca Cosimo III de’Medici (nel 1716), come una delle 4 zone a vocazione viticola del Granducato di Toscana. Il “Decreto Motu proprio” ed il “Bando” difatti regolamentavano con norme precise la produzione, i limiti geografici, il commercio dei vini prodotti in tali aree, costituendo la prima “doc” esistente al mondo.

Alla fine del 1800 e nei primi anni del 1900 la cantina dell’azienda del Marchese Niccolini produceva ed esportava il Carmignano.

 

Venne poi un periodo di eclissi. Negli anni 30 del secolo scorso, l’antica D.O.C. Medicea fu inglobata nella D.O.C. Chianti Montalbano. Il ritorno alla denominazione “Carmignano” rappresentava per i produttori carmignanesi il recupero di un’ identità storico-territoriale del loro vino e fu una conquista lunga e difficile alla cui realizzazione dette un contributo fondamentale Ugo Contini Bonacossi, di Tenuta di Capezzana, insieme all’ingegner Cianchi del Poggiolo e all’allora sindaco di Carmignano dott. Lenzi. Nel 1975 fu finalmente riconosciuta la D.O.C. Carmignano, retroattiva  – per il vino invecchiato – fino alla vendemmia 1969.

Nel 1990 si ottiene la D.O.C.G. retroattiva fino al 1988.

Ma non si tratta solo di storia. La presenza di alcuni vitigni, che nel resto della Toscana non sono molto frequenti o addirittura sconosciuti, rendono questo vino ben diverso dal Chianti per precise qualità organolettiche.

La presenza del Cabernet è infatti attestata nell’uvaggio del Carmignano da oltre cinque secoli: a quanto si narra pare che i primi vitigni siano stati trapiantati su queste colline per desiderio di Caterina de’ Medici, quando nel sedicesimo secolo fu regina di Francia: lo confermerebbe lo stesso nome di “uva francesca“, ancora in voga tra i vecchi viticoltori e chiara storpiatura dal francese di un aggettivo che forse ne indicava la provenienza.

sullo sfondo Villa Artimino di Carmignano